Fisica: la vertigine nel descrivere l’inesprimibile

Al termine di Oppenheimer, una volta partiti i titoli di coda, mi sono alzata in uno stato di trance e lentamente sono uscita all’esterno. In strada. Avevo bisogno di inspirare profondamente e lasciarmi travolgere da una sensazione che non provavo da tanto, troppo tempo: quel piacere febbricitante, quel fascino magnetico delle cose fondamentali che non riusciamo a comprendere pienamente.

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