La mia tana in nove scatti

La mia tana è una deliberata dichiarazione di identità:

(1) Serena la neo-nata aloe e una pila di libri da (ri)leggere prossimamente: “1984″ di George Orwell (edizione 1973) e “Nulla succede per caso” di Robert H. Hopcke.

(2) 1 maggio 2022, Verona: la mia prima mezza maratona. Il successo ha sicuramente ripagato a) la sveglia alle 5.00 che ha suonato in media 3-4 volte a settimana per 4 mesi (invernali, ndr) per allenarmi b) lo stipendio che ho lasciato al fisioterapista perché nonostante l’infortunio a due settimane dalla competizione ho deciso di correre comunque c) i 15 kg che ho preso subito dopo. Is this kharma?

(3) A molti farà storcere il naso, ma a casa indosso una maglietta a maniche corte di Cruciani. Perché? Perché sono contro il totalitarismo dei buoni.

(4) Vinile dei The Strokes acquistato in Portogallo durante il Cammino dei Pescatori. Non è il mio album preferito, ma dopo aver minuziosamente ispezionato tutte le bancarelle alla ricerca di “Room of Fire” mi sono dovuta accontentare. Un vinile non è esattamente un oggetto da portarsi in cammino, ma sai che c’è? Quando mai io faccio scelte ponderate?

(5) Dagmar è il Photos che non solo è sopravvissuto a 4 traslochi nel giro degli ultimi 3 anni, ma non smette di crescere e può darsi che raggiunga i 4 metri a fine anno. Adesso si trova parcheggiato in questa casa da un anno e mezzo e sembra gradire.

(6) Negli anni ho scoperto che l’essere umano è davvero ciò che di più affascinante c’è su questa Terra – con tutto il suo bagaglio ingombrante di incertezze, peculiarità, stranezze e spirito titanico. Mi piace mettermi al servizio delle persone e sarei davvero felice se nella mia vita riuscissi a tradurre nella vita di tutti giorni quella che sento essere la mia missione: steward leadership. Sullo sfondo, “Il bacio” di Gustav Klimt; sulla parete, “Giuditta I” sempre di Gustav Klimt (artista preferito, opera preferita).

(7) Poster molto adolescenziale del gruppo statunitense The Strokes. Ricordo di un 2022 fatto di (ri)scoperte, principio di piacere e chaos generativo.

(8) Sanchez è il mio fermaporta: la porta di camera mia è sempre aperta, anche quando non ci sono. Il piccolo alpaca fu il primo di tanti altri animali casalinghi comprati successivamente: Mariano il pitone australiano, Petruska lo sgabello a forma di toro, Hector il baby capibara. Poi mi son dovuta fermare perché tra peluche e piante non cammino più.

(9) Come in alto, così in basso: l’astrologia – e in generale tutto l’esoterismo – sono stati per me uno strumento per dare significato e ordine al chaos. É grazie alle letture esoteriche che ho fatto mio e oggi padroneggio quello che è diventato il mio principio guida: se è accaduto doveva accadere, non è un problema ma una delle tante opportunità per apprendere la lezione che dobbiamo imparare in questa vita.

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